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Revue de Synthèse

0035-1776
 

 ARTICLE VOL 124/1 - 2003  - pp.139-171  - doi:10.1007/BF02963403
TITRE
La spatialité originaire du corps propre

RÉSUMÉ

La tradizione fenomenologica si oppone alle scienze cognitive contemporanee in quanto dal suo punto di vista il corpo vivente non è una mera cosa all’interno del mondo fisico, una cosa il cui cervello contenga delle rappresentazioni mentali, ma è piuttosto costituito nel suo senso di «essere per il soggetto in base al suo uso« ed in base alla sua appropriazione attiva da parte dello stesso soggetto, in quanto agente. Esiste un’affinità, non ancora riconosciuta, tra questa concezione e quella che scaturisce dalla letteratura sulla cartografia cerebrale degli ultimi vent’anni, quella di una neurodinamica morfogenetica, indotta e modulata dall’esperienza in modo relativamente autonomo, in relazione sia alle strutture anatomiche del corpo, sia alle frontiere citoarchitettoniche del cervello. Prendendo spunto da questa affinità prendiamo in considerazione i dati delle neuroscienze per riabilitare, contro la svalutazione da parte delle scienze cognitive, la teoria della costituzione di Husserl, e ricostruiamo, indipendentemente dalle modificazioni successive (Merleau-Ponty), la versione originaria; questa è la teoria di una auto-costituzione soggettiva (trascendentale) del corpo vissuto sulla base dell’ esperienza pratico-cinestetica del «io muovo il mio corpo».



ABSTRACT

The phenomenological tradition stands opposed to contemp orary cognitive science in this, that so far from being a mere thing in the physical world, a thing whose mind would contain some mental representation, the lived body is constituted in its sense of being for the subject by being used and actively appropriated by this self-same subject, as agent. Though not already generally acknowledged, there are important similarities between this conception and one, which emerges from the literature of brain cartography over the last twenty years, that of a functional morphogenetic neurodynamics, induced and modulated by experience in a relatively autonomous way, in relation both to the anatomic structures of the body, as well as the cytoarchitectonic frontiers of brain tissue. Taking advantage of the latter similarities, neuroscientific data can be employed to confirm the Husserlian theory of constitution against the attempts on the part of cognitive science to discredit it, and this whether we are talking about its later modification at the hands of Merleau-Ponty or the original version, which is that of a subjective (transcendental) auto-constitution of the lived body on the basis of the practico-kinoesthetic experience of «I move my body».



AUTEUR(S)
Jean-Luc PETIT

MOTS-CLÉS
corpo proprio, corpo fisico, costituzione, neuroplasticità funzionale

KEYWORDS
lived body, physical body, constitution, functional neuroplasticity

LANGUE DE L'ARTICLE
Français

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